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Come difendersi dai ciarlatani

Adesso ti spiego come fare per impedire agli impostori di farti spendere i soldi inutilmente. La regola d'oro e' che non esistono scorciatoie. L'esperto di ipnosi deve avere studiato e praticato a lungo l'ipnosi, altrimenti sara' quasi certamente un incapace da evitare assolutamente. Lo stesso vale per chi vuole andare a scuola di ipnosi: i corsi di ipnotismo lunghi una settimana fanno semplicemente sorridere (a meno che non si tratti di seminari altamente specialistici), e sono quasi sempre solo uno spreco di denaro. Per usare l'ipnosi serve un esperto di ipnosi. Ecco alcune conseguenze pratiche. Primo: non lasciarti incantare dai diplomi appesi al muro. E' assolutamente necessario che l'operatore sia esperto di ipnosi. Percio', PRIMA di provare l'ipnosi, non fare l'errore di sentirti al sicuro solo perche' ci sono tante belle qualifiche appese alla parete. Meglio apparire diffidenti piuttosto che buttare via i soldi in sedute inutili. Chiedi quali corsi DI IPNOSI ha frequentato, a quale organizzazione DI IPNOSI appartiene, e se tale organizzazione gli impone un aggiornamento obbligatorio DI IPNOSI. Fai tutte e tre queste domande, e se il tuo interlocutore si mostra incerto o imbarazzato nelle risposte, allora questo e' potenzialmente un brutto segnale. Secondo: se l'operatore ti dice che l'ipnosi e' pericolosa, allora vuol dire che e' insicuro o incompetente, e farai meglio a rivolgerti altrove immediatamente, in quanto simili affermazioni non hanno nessun fondamento reale, e chi le propone (o le sostiene) non e' sicuramente un ipnotista affidabile. Terzo: se tu non entri in ipnosi entro la prima seduta, significa che quell'ipnotista non e' in grado di lavorare con te. Lui cerchera' di farti credere che con l'ipnosi devi avere pazienza, ma in verita' ti sta solo facendo sprecare tempo e soprattutto denaro. Infatti oggi non e' piu' possibile attribuire il fallimento dell'induzione alla resistenza del soggetto o alla sua incapacita' di entrare in trance. TUTTI possono sperimentare la trance, ma si tratta di sapere se l'operatore ha comprensione e perizia sufficienti per facilitare un'esperienza ipnotica soddisfacente. [..] D'altra parte, cio' libera gli operatori da quell'onere, che si erano impropriamente addossati, di un controllo, del quale in passato si ritenevano erroneamente responsabili (MH Erickson e EL Rossi, The collected Papers of MHE on hypnosis, 1980, vol. 1). Quarto: impara a fidarti del tuo inconscio. Se non senti quel feeling particolare, quella sensazione di essere capito, di essere con una persona che sa come prenderti, allora significa che l'operatore non e' capace di costruire un buon rapporto (o per lo meno non lo puo' fare con te), e quindi il servizio ipnotico sara' scadente, anche se magari tecnicamente l'ipnologo e' preparato. Certo, l'ipnosi si puo' studiare come tecnica, ma l'applicazione e' un'arte, come comporre musica o dipingere. Serve una persona dotata di quella speciale capacita'. Una laurea non conta niente, e affermare il contrario e' una falsita' a tuo danno (ma a favore del portafoglio di chi cerca di convincerti). Dovresti basarti su una sensazione 'a pelle', che e' inconscia, cioe' tu la riconosci, ma non ne comprendi l'origine; la senti ma non la capisci (perche' e' inconscia, e' profonda). Quinto: diffida sempre di chi si propone sventagliando diplomi e specializzazioni, e di chi cerca di impressionarti o di stupirti, perche' al centro dell'ipnosi c'e' il soggetto ipnotico, mentre l'operatore ha un ruolo del tutto marginale. E diffida anche da chi ti presenta l'ipnosi come la cura miracolosa di ogni male, perche' non e' una stregoneria o un potere magico, ma si tratta soltanto e semplicemente di una forma di auto-riorganizzazione che ha un fondamento scientifico evidente. Sesto: non credere ciecamente a quello che ti viene detto. Fai sempre qualche domanda del tipo: "ci sono delle pubblicazioni in letteratura che dimostrano quello che lei mi sta dicendo?". Chiedi conferme insistenti fino a quando non avrai capito se puoi fidarti o no. Settimo: i nemici e i detrattori dell'ipnosi non sono e non saranno mai dei buoni ipnotisti. Anzi, per molti di loro si puo' parlare in termini riferiti anche al passato, nel senso che ci hanno provato ad usare l'ipnosi, ma a forza di non riuscirci alla fine hanno lasciato perdere, e ora si dedicano a sputarci sopra. In verita', in assoluto contrasto con il parere di questi tromboni, l'ipnosi ha intrinsecamente un enorme valore personale, sociale, ed umano. Copyright (C) Alberto Torelli.

Colui che crede verra' salvato!

Ebbene si': con questa frase biblica altisonante posso spiegare in modo semplice dove agisce l'ipnosi. "Gli asini non volano": questa e' una CREDENZA, una convinzione indiscutibile, derivata dall'esperienza di vita personale, ed immagazzinata nella mente inconscia, che registra tutte le esperienze durante l'intera vita. Io potrei provare a combattere contro questa credenza, ma perderei la battaglia. E a causa di tale credenza, quella data persona, vedendo un altro asino (mai visto prima), avra' l'ASPETTATIVA che anche questo nuovo asino NON VOLERA'. La credenza proviene dall'esperienza del passato, e l'aspettativa diffonde queste credenze proiettandole sul presente e sul futuro. Cosi', anche se e' triste da dire, la vita 'va a fortuna', perche' se una persona e' fortunata e ha un'infanzia serena, allora costruira' delle credenze belle e piacevoli, e avra' l'aspettativa di un futuro brillante, e nella vita avra' piu' successo, anche se magari e' una persona povera di risorse e di capacita'. Al contrario, una persona molto valida e capace andra' incontro a molti piu' fallimenti se, per colpa di esperienze spiacevoli o traumatiche, ha costruito delle credenze negative. Chiunque potrebbe citare esempi da lui conosciuti di persone considerate mediocri eppure ricche e famose, come anche di persone molto capaci che nonostante le loro qualita' vivono la loro esistenza nella miseria, dimenticate da tutti. Quindi, e questo e' bello da dire, cosa conta realmente non e' chi siamo, ma che cosa pensiamo di essere. Ecco perche' non c'e' alcun bisogno di cambiare la gente: basta che ognuno usi meglio le proprie capacita'. Come ha scritto Erickson, molta gente ha dei problemi perche' non sa come usare le proprie capacita', e non certo perche' e' malata di mente (Erickson e Rossi, Collected Papers, vol IV). In altre parole, quindi, apprendere l'ipnosi con l'aiuto di un ipnotista significa semplicemente IMPARARE ad usare tali risorse personali. Si puo' imparare davvero molto da se stessi. E invece oggi c'e' troppa insistenza nel vedere malattie dappertutto. Gia' molti anni fa, Erickson distingueva tre livelli di intervento: il buon senso comune, gli approcci intermedi con i problemi quotidiani, e la psicoterapia profonda, necessaria soltanto nei casi gravi. E in conclusione Erickson disse: solo una piccola percentuale di persone, forse una su trenta, va avanti con una terapia profonda quanto la psicanalisi (Erickson, Hershman, Secter, 1961, The Practical Application of Medical and Dental Hypnosis, pag. 436). L'ipnosi, invece, puo' essere talmente breve e delicata da sconfinare nella semplice introspezione, come riferito sempre da Erickson: nel tipo piu' superficiale di terapia, uno puo' usare l'ipnosi in maniera esplorativa. Lavorare su se stessi significa cambiare e progredire. Una credenza sbagliata o un'aspettativa sbagliata (qui 'sbagliato' significa semplicemente 'non utile') costituiscono un problema grosso, in quanto c'e' qualcosa di sbagliato e, peggio ancora, quel qualcosa e' considerato vero. Questi due elementi, le credenze e le aspettative, sembrano governare quasi completamente il nostro comportamento, e questa terza cosa, l'ipnosi, sembra in grado di cambiare le prime due, Ebbene, e' all'interno di questo 'triangolo' (credenze, aspettative, ipnosi), dove ogni vertice va verso gli altri due, che possono accadere molte cose entusiasmanti. Non importa chi sei, ma che cosa credi. E la tua grossa fortuna e' che con l'ipnosi tu puoi imparare a gestire le tue credenze a modo tuo, per trarne la massima soddisfazione possibile, anche se non sappiamo ancora come questo avviene. Infatti l'ipnosi non e' per niente semplice, eppure, tanto per fare un esempio, dobbiamo cercare di capire come possa la parola consentire un parto indolore, o l'estrazione di un dente senza emorragia in un emofiliaco (MH Erickson e EL Rossi, Collected Papers, vol IV). Copyright (C) Alberto Torelli.

Alcune nozioni un po' piu' formali

Nel secolo scorso, in Europa centro-orientale, visse un certo Franz Andreas Volgyesi. Sai chi era? Era un medico che ha usato l'ipnosi su circa 800'000 pazienti (non e' un errore di stampa: e' proprio 'ottocentomila'). Ed era anche amico e collega del celeberrimo Pavlov. Ora, non sarebbe interessante conoscere la sua opinione sull'ipnosi? Ecco qui che cosa ha scritto in un suo libro (intitolato: Menschen- und Tierhypnose): Pavlov rese indiscusso il fatto, cosi' accanitamente contrastato per secoli, che l'influenza psichica comporta mutamenti organici, qualunque sia la via attraverso cui agisce. Oggi le correlazioni psicosomatiche sono indiscutibili. La cosa veramente essenziale dimostrata da Pavlov e' che l'influenza psicosomatica, ovvero l'attivazione dei riflessi 'condizionati', avviene con piu' facilita', e con piu' forza, se viene realizzata nello stato ipnotico anziche' in pieno stato di veglia. [..] La psicanalisi da sola non cura mai completamente [..]. La psicanalisi freudiana si e' trincerata nei suoi castelli di teoria, ma la tecnica pavloviana e' in grado di dimostrare che ogni parametro fisiologico e' soggetto a variare per semplice suggestione, privando cosi' l'ipnosi di quella sua cortina magica. Pavlov ha parlato di analizzatori corticali e di meccanismi riflessi, senza servirsi di alcun concetto psicologico, ma grazie a lui oggi sappiamo con certezza che l'azione suggestiva ipnotica e' in grado non solo di regolare le funzioni psichiche armonizzandole con le reazioni organiche, ma anche, senza eccezioni, puo' produrre cambiamenti strutturali organici non meno di quanto avvenga con l'azione farmacologica, e lo fa inducendo modificazioni nelle costellazioni psichiche agendo sulle piu' elevate organizzazioni neo-corticali umane che condizionano anche ogni aspetto della vita psichica e spirituale. Come vedi, la distinzione mente-corpo in ipnosi non esiste. L'ipnosi e' un approccio olistico, praticamente ingestibile da un solo punto di vista, sia esso medico o psicologico. Infatti, per quanto riguarda l'approccio psicologico, va detto che l'ipnosi ha a che fare con l'inconscio piu' che con il conscio. In ipnosi c'e' una forte attivita' mentale inconscia, e i risultati della psicanalisi sono replicabili in tempi assai minori (MH Erickson, 1944, Psychoanal Quart, XIII, 1). Erickson ha pubblicato anche la descrizione di alcuni casi clinici risolti ipnoticamente senza neppure sapere quale fosse il problema. Ecco le sue parole: nei resoconti presentati non c'e' stata nessuna anamnesi, nessuna associazione libera, nessuna indicazione sul problema [..]. Questi resoconti non possono essere studiati come documenti psicanalitici. L'esito terapeutico e' stato ottenuto senza rendere cosciente l'inconscio [..]. L'ipnotista trascura il transfert, o per lo meno non lo usa come strumento terapeutico (MH Erickson, 1944, Psychoanal Quart, XIII, 1). In pratica, quando una persona non sopporta di far venire alla luce cio' che lo affligge, allora l'ipnosi puo' risolvere il problema senza farlo emergere, riuscendo la' dove ogni altro approccio fallisce. Per la prima volta, infatti, tutto avviene senza interferenze coscienti. Ad esempio, una persona da me addestrata ipnoticamente (allo scopo di aumentare la concentrazione e la resa a un concorso pubblico), mi ha riferito con estremo stupore che ha smesso di farsi sanguinare il pollice a forza di grattarlo, e che quel viziaccio ormai cronico sembrava svanito nel nulla da solo, dato che non era mai stato neppure menzionato durante il lavoro ipnotico (io ne ignoravo persino l'esistenza). L'ipnosi genuina, come si vede, e' del tutto inconscia. In conclusione, quindi, l'ipnosi e' assai poco conosciuta, come del resto lo e' a tutt'oggi il sistema nervoso. Questa cosiddetta ipnosi rimane difficilmente definibile in modo oggettivo, in quanto per molti aspetti e' sovrapponibile alla veglia. Infatti ci sono dei dinamismi sensori e intellettivi del tutto assenti nel sonno; e poi esiste l'ipnosi vigile (uno stato speciale di veglia dove si puo' alterare la fisiologia). Insomma, anche se hypnos in greco vuol dire sonno, e' piu' di un secolo che ci si e' accorti che l'ipnosi differisce chiaramente dal sonno: infatti in trance il soggetto risponde a stimoli disparati anche se molto deboli; inoltre puo' venire indotta un'alterazione dei riflessi (tipo il plantare cutaneo o il Babinski); e infine, il metabolismo basale encefalico in ipnosi profonda non e' assolutamente quello del sonno. Un altro punto fondamentale e' che l'ipnosi e' innocua, e anzi promuove la buona funzionalita'. L'autoipnosi, pero', non essendo guidata, facilita la dissociazione e tende a spezzare l'unita' della persona sdoppiandone la coscienza, creando stati sonnambulici, e producendo effetti indesiderati (anche se solo temporanei e del tutto reversibili). Conviene quindi evitare il fai-da-te. Inoltre il training autogeno non puo' competere con l'ipnosi, che e' molto piu' rapida ed efficace. L'ipnosi e' un modo di essere dell'organismo, che, per azione di stimoli dissociativi, torna a modelli regrediti di comportamento, che possiamo definire parafisiologici per separarli bene da quelli patologici, siano essi isterici o nevrotici. E' proprio la reversibilita' di tali modi funzionali che li distingue nettamente dalla nosografia psichiatrica. Ma chi non ha studiato a sufficienza lo stato ipnotico, cade facilmente in errori grossolani, e ad esempio paragona la dissociazione ipnotica a quella schizofrenica, e le allucinazioni ipnotiche a quelle psicopatiche di natura delirante. Durante lo stato ipnotico l'EEG mostra che anche se gli occhi sono aperti, il ritmo alfa rallenta e compare il ritmo theta (e' una sincronizzazione corticale lenta), mentre la contemplazione e l'estasi da droghe (non naturale) non modificano il tracciato, ma danno un'accelerazione alfa e la comparsa del ritmo beta (sincronizzazione corticale rapida) quando gli occhi sono chiusi (e quindi dovrebbero favorire i ritmi lenti), il che dimostra l'ipereccitabilita' della corteccia encefalica e l'effetto delle sostanze allucinogene. Nel 1955 la British Medical Association ha riconosciuto ufficialmente l'ipnotismo; nel 1958 anche l'American Medical Association ha riconosciuto il valore terapeutico dell'ipnotismo, e l'American Psychiatric Association lo ha fatto nel 1961. La dinamica dello stato ipnotico e' estremamente complessa, e chi si improvvisa ipnotista senza la necessaria conoscenza della trance, finisce per attentare alla dignita' di un serio esercizio professionale, spingendo la scienza ufficiale a disinteressarsi, a disprezzare l'ipnotismo, e ad affermare il proprio disimpegno verso una fenomenologia parafisiologica di enorme valore. E' proprio questo tipo di atteggiamento semplicistico e superficiale che ha prodotto una letteratura extra-scientifica dell'ipnotismo, laddove il verosimile viene spesso scambiato per vero. I farmaci non possono risolvere tutto nella personalita' psicofisica dell'uomo malato, e va ribadito che l'impostazione non solo psicanalitica, ma psicologica in genere, dei problemi ipnotici, e' decisamente parziale, monca, al pari di quella neurofisiologica. Qui, infatti, abbiamo a che fare con il comportamento umano inteso nel senso piu' ampio e comprensivo possibile, cioe' biologico, funzionale, personale, sociale, e spirituale. Copyright (C) Alberto Torelli.

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