GLI PSICOLOGI CAPISCONO BEN POCO. Erickson disse (Experiencing hypnosis, p. 193): "ora, il Dott R qui e' uno addestrato in psicologia. Lui e' stato orientato a mettere un significato individuale o un'interpretazione su qualsiasi cosa, in accordo con i suoi insegnanti. Lui non sa gran che circa l'osservare o l'esperire la realta'. Lui deve esperire la realta' nei termini di cosa gli e' stato insegnato e letto". Erickson (luglio 1977) ha scritto: "consideriamo l'idea che il parlare venga dalla bocca. Ma non viene solo dalla bocca: il collo e' coinvolto, la respirazione e' coinvolta, i movimenti delle spalle sono coinvolti, e la tensione nelle mani e' coinvolta. Tutto e' coinvolto. Una volta che voi iniziate lo schema, potete imparare parecchio in proposito. Ma io penso che sia sbagliato isolarlo come una cosa singola e a se', come fanno cosi' tanti psicologi".
I TERAPEUTI VIVONO NEI LORO CASTELLI DI TEORIE. A parte il fatto che Erickson ha fondato la Societa' Americana di Ipnosi Clinica (separando nettamente l'esperienza reale clinica da quella illusoria dei ricercatori di laboratorio), ecco qui un attacco piu' diretto ai teorizzatori (riferito da Gordon and Meyers-Anderson, 1981): "non so da quanto tempo, ma gli psichiatri e gli psicologi hanno sempre presentato schemi teorici e discipline psicoterapeutiche. Ogni anno, il presidente dell'Associazione degli Psicologi Americani propone una nuova teoria psicologica del comportamento umano. E gli psichiatri hanno sempre proposto qualche scuola di psicoterapia. Io penso che Freud abbia fatto il lavoro peggiore. Ora, Freud ha contribuito moltissimo alla comprensione del comportamento umano, e ha fatto un grave disservizio all'utilizzo della comprensione del comportamento umano. Freud ha sviluppato una scuola di pensiero che ipoteticamente potrebbe essere applicata, secondo lui, a tutte le persone, di qualsiasi eta', maschi o femmine, giovani o anziane, di qualsiasi educazione, in tutte le culture, in ogni situazione, e in tutti i tempi. Freud poteva analizzare Mose', Edgar Allan Poe, Alice nel paese delle meraviglie, un ragazzo di fattoria del nord Dakota, e non saprebbe la differenza tra un ragazzo di campagna del nord Dakota e un campione di ping pong di New York. E cosi' e' in tutte le scuole di psicoterapia".
ALL'IPNOSI NON SERVE ALCUN TERAPEUTA. Erickson disse (San Diego, 10 maggio 1964): "in realta' non esiste una cosa come l'ipnositerapia [..]. L'ipnosi e' un mezzo per instaurare un contatto piu' adeguato con il vostro paziente e un ambiente piu' favorevole, nel quale il vostro paziente puo' cercare di comprendere la situazione totale". Erickson (1948) scrisse: "troppo spesso si presume senza garanzie e senza fondamento che, siccome uno stato di trance viene indotto e mantenuto dalla suggestione, e siccome i fenomeni ipnotici possono essere evocati tramite suggestione, qualsiasi cosa si sviluppi dall'ipnosi debba necessariamente e completamente essere il risultato di una suggestione, e primariamente un'espressione di quest'ultima. Contrariamente a queste idee errate, la persona ipnotizzata rimane la medesima persona. Solamente il suo comportamento viene alterato dallo stato di trance, ma anche in questo caso, tale comportamento alterato deriva dall'esperienza di vita del paziente, e non dal terapeuta. Tutt'al piu' il terapeuta puo' influenzare soltanto il modo di auto-esprimersi. L'induzione e il mantenimento di una trance servono a fornire uno speciale stato psicologico in cui i pazienti possono riassociare e riorganizzare le loro complessita' psicologiche interiori, ed utilizzare le loro proprie capacita' in una maniera conforme alla loro vita esperienziale. L'ipnosi non cambia la gente e non modifica la loro vita esperienziale vissuta. Serve a consentire loro di imparare piu' cose su se stessi ed esprimersi piu' adeguatamente. La suggestione diretta e' basata principalmente, per quanto inavvertitamente, sull'assunzione che qualunque cosa si sviluppi nell'ipnosi derivi dalle suggestioni date. Questo implica che il terapeuta ha il potere miracoloso di effettuare dei cambiamenti terapeutici nel paziente, e trascura il fatto che i risultati terapeutici derivano da una resintesi interna del comportamento, ottenuta dal paziente medesimo. E' vero che la suggestione diretta puo' produrre un'alterazione nel comportamento del paziente, e portare a una cura sintomatica, almeno temporaneamente. Tuttavia, tale 'cura' e' semplicemente una risposta alla suggestione, e non implica quella riassociazione e riorganizzazione di idee, comprensioni, e memorie che e' cosi' essenziale per una vera cura. E' questa esperienza di riassociare e riorganizzare la propria vita esperienziale che sfocia in una cura, e non la manifestazione di un comportamento responsivo che puo', al massimo, soddisfare solamente l'osservatore".
L'IPNOSI E' DI TUTTI. Troppi terapeuti lobbisti cercano di monopolizzare l'ipnosi. Erickson (1962) si e' opposto: "per quel che ne so io, l'ipnosi come forma di comportamento umano e' esistita fin dall'inizio del genere umano. Dunque, perche' mai l'ipnosi dovrebbe per forza essere presa isolatamente dall'intera varieta' dei comportamenti umani ed essere designata come qualcosa di altamente specifico o anche solo vagamente specifico in relazione alla salute mentale o alla malattia mentale, e alla salute emotiva o alla malattia emotiva?". Erickson ha personalmente addestrato all'uso dell'ipnosi molti operatori sociali e poliziotti, tutti non medici e non psicologi, fregandosene altamente delle lobby. Erickson ha anche fatto capire (Seattle, Washington, 21-23 maggio 1965) che andare all'universita' non significa nulla: "la maggior parte della psichiatria che ho imparato non l'ho imparata in biblioteca, ne' ascoltando qualche professore, quanto piuttosto ascoltando i miei pazienti, osservando i miei pazienti".
FINIAMOLA CON I SOLITI ALLARMISMI INGIUSTIFICATI. Durante un seminario a Los Angeles (1952), Erickson ha attaccato certe idee sbagliate eppure molto diffuse: "discutiamo questa faccenda della correzione dei sintomi e dello sviluppo della sostituzione del sintomo. Vorrei sottolineare il mio convincimento che questa e' la piu' sfortunata ed infelice superstizione medica, e che e' abbastanza vecchia da essere messa in pensione! [..] In medicina e in odontoiatria, una gran parte della vostra pratica e' la rimozione del sintomo. Non sarebbe in verita' ragionevole attendervi che il vostro paziente rimpiazzi un sintomo con qualcosa di meno grave? Io penso che sia tremendamente importante per voi riconoscere questa possibilita', invece di ascoltare l'allarmista quando sbraita che se voi rimuovete un sintomo questo verra' sostituito da qualcosa di molto peggiore. Posso pensare a quella dichiarazione infondata di certi critici secondo i quali la cura del vizio di fumare con l'ipnosi portera' il paziente verso l'obesita'. Se voi curate con l'ipnosi un paziente alcolizzato, lui diventera' un drogato. Se curate il paziente tossicomane, allora si sviluppa una depressione psicotica. Io mi chiedo se questi critici si siano mai resi conto del fatto che quando voi fallite nel curare il vizio di fumare, i pazienti ritornano dritti nella cattiva abitudine, e i pazienti obesi ricominciano a badilarsi il cibo in faccia. Loro non sviluppano l'alcolismo o altre tossicomanie o la depressione psicotica. Loro tornano indietro ai loro vecchi schemi consueti".